Divorzio Virtus-Taylor, contratto rescisso
Jordan torna negli Usa, caccia al sostituto
La società Sta cercando un’alternativa in Europa. Intanto Dalmonte si affida a Goss . Venerdì Final Eight contro Siena
ROMA - Da mercoledì la
Virtus Acea Roma non ha più il suo play titolare, il
giocatore che lo scorso anno arrivato da rookie aveva partecipato da
protagonista alla stagione del miracolo e che era stato individuato come il
primo tassello da cui ripartire per progettare la nuova annata. Jordan Taylor e
club hanno risolto consensualmente in anticipo il contratto, in scadenza a
giugno, a causa del ripresentarsi del problema all’anca che si era procurato
durante la Summer League
negli States e che lo aveva costretto a ritardare di oltre un mese la
preparazione estiva e a entrare in condizione in netto ritardo sul resto del
gruppo. Jordan Taylor in un match Virtus Roma vs Ea7 Milano La sofferta decisione, annunciata con poche righe dalla società, è maturata dopo le visite mediche in cui è emerso il desiderio di Taylor di tornare negli Stati Uniti per sottoporsi a un intervento chirurgico. Fine malinconica della sua avventura romana e nuovi problemi per la Virtus che domani (ore 13, Forum di Assago; diretta tv Rai Sport 1) dovrà affrontare la Montepaschi Siena nel quarto di finale di coppa Italia orfana del suo regista. Il ruolo pro tempore sarà assunto da Phil Goss, che play non è, ma che non è stato eletto capitano a caso, lui che mai si è tirato indietro di fronte alle responsabilità.
Andata oramai in frantumi l’ossatura della squadra che lo scorso anno raggiunse la finale scudetto (Taylor, Lawal, Datome su tutti) si deve ricominciare da capo con un complicato ritorno sul mercato in corso d’opera in un momento in cui i giocatori di qualità sono già tutti accasati e la stagione è entrata nella fase decisiva. Per ora il general manager della società capitolina Nicola Alberani si guarda intorno, cerca un play con esperienza nel panorama europeo perché non c’è tempo per un fisiologico periodo di inserimento nel sistema di gioco architettato da Luca Dalmonte. Sarà proprio il tecnico bolognese a dover fare di necessità virtù e a cercare alchimie tattiche per nascondere la voragine tecnica che si è aperta con la partenza di Taylor.
Fonte: il corriere.it
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